Protocollo n. 1355: Smart Working

Al Direttore Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi
Dr. Alessandro Bacci
Al Dirigente
Area: Datore di Lavoro, Promozione del Benessere
Organizzativo e Servizi al Personale
Dr.ssa Campagnola Valentina
e p.c. A tutti i Sindacati Ente regione Lazio


A tutti i Colleghi regione Lazio
Oggetto: determinazione G07063 del 24.05.2019
In data 24 maggio 2019 è pervenuta la determina di cui all’oggetto concernente “Avvio sperimentazione dello smart working, in attuazione dell’art. 26 del CCDI 2019-2021. Ripartizione di n. 579 postazioni di lavoro agile tra le Strutture della Giunta regionale. Approvazione dello schema di avviso di partecipazione alla sperimentazione dello smart working per l’anno 2019”. Nel rappresentare la sempre più convinta decisione della scrivente segreteria Lazio di non aver sottoscritto il CCDI della giunta, a differenza di quello del Consiglio Regionale del Lazio che ha recepito le giuste osservazioni del CSA, si coglie l’occasione per evidenziare che nel linguaggio comune spesso domicilio e residenza sono confusi ma ovviamente per la legge non è così.
Questi termini esprimono due concetti profondamente diversi, la residenza è il luogo in cui una persona ha la dimora abituale (cioè vive in modo stabile e duraturo) essa è fissata in un determinato Comune e ciò ha effetti importanti per la vita sociale di ogni cittadino, il domicilio è invece il luogo in cui una persona stabilisce la sede dei suoi interessi ad esempio, il posto in cui lavora o da cui intende seguire uno specifico affare.
In parole povere la residenza è il luogo in cui un soggetto dimora abitualmente e va fissata con una pratica amministrativa nel Comune in cui si vive.
Il domicilio è la sede degli affari o interessi di una persona. Può essere generale (sede lavorativa) o speciale, ossia per uno specifico affare (ad esempio una causa giudiziale).
Si riporta quanto contenuto nella determina all’articolo 4 comma 2 lettera g):
g) distanza chilometrica dal luogo di residenza del dipendente alla sede di lavoro:
i. Da 20 km a 35 km: 5 punti;
ii. Da 35 a 80 Km: 10 punti;
iii. Oltre 80 Km: 10 punti.
Appare evidente che, mentre nel punto iii) è stato commesso un mero errore materiale riportando 10 e non 15 come indicato nell’allegato 4 al decentrato, lo stesso non si può dire per il criterio della distanza dal lavoro calcolata dalla residenza e non dal domicilio.
Premesso che, “l’errore” era stato evidenziato nella seduta di Delegazione Trattante del 09/01/2019, che ha portato alla firma dell’ipotesi di c.c.d.i., ci si domanda quale logica ha portato Amministrazione e i Sindacati (CGIL-CISL e UIL) a sottoscrivere il Contratto Decentrato, da cui trae fondamento la determina in oggetto, senza neanche rileggerne attentamente il testo.
Ci auguriamo che l’Amministrazione voglia adoperarsi per chiarire a tutti i dipendenti se si tratta di un errore oppure no.
Rimanendo in attesa di riscontro si porgono cordiali saluti.
Il Segretario
( Valerio Secco )

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